Flashback Giugno, 2006

Cimiteri.0

clint

Qualche appunto sul doppiaggio italiano di Lo straniero senza nome di Clint Eastwood. Due momenti. Il primo, quando il protagonista convince i paesani a ridipingere la città di rosso in attesa dell’arrivo dei tre criminali. Uno di essi protesta: “ma quando avremo finito la città sembrerà l’inferno”. Eastwood si volta per allontanarsi e, nella versione italiana, gli si sente dire: “è così che si chiamerà, da oggi”, anche se si vede chiaramente che non pronuncia parola. Basta ascoltare l’audio originale inglese. [Continua…]


Giugno 30th 2006
Cinema, Fil[m]ologia, StopFrame

RollBounce.0

rollbounce
1976: quando la sala di pattinaggio che li ha visti crescere chiude dopo 25 anni, cinque ragazzi del South Side di Chicago si trovano di punto in bianco senza un luogo dove praticare il loro passatempo preferito. Ma piuttosto che rinunciarvi del tutto decidono di prendere parte a una competizione a premi nell’imponente Sweetwater Rink, palazzetto sportivo della zona ricca della città. Sorprende, questo Roll Bounce diretto da Malcolm D. Lee (Undercover Brother): il doppiaggio inevitabilmente va a discapito del frizzante dialogo originale ma la sceneggiatura di Norman Vance Jr. traccia personaggi credibili e si destreggia bene tra parti comiche e toni malinconici. Bravissimi i cinque giovani protagonisti, diretti con mano salda dal regista. Trascinante soundtrack funky di Stanley Clarke.


Giugno 22nd 2006
Cinema, breVisioni, BlaXploitation

ilTagliagole.0

boucher
A Tremolat, un villaggio della provincia francese, durante una festa nuziale nasce un’affettuosa amicizia tra Hélène, direttrice della scuola e il macellaio Popaul. Questi, reduce da lunghi anni di guerra, ritrova, a contatto con Hélène, la serenità che credeva di aver perduto per sempre, ma la donna, pur apprezzando le premure di cui l’uomo la circonda, non è disposta a traformare quell’amicizia in amore, anche per il ricordo di una delusione subita in passato. Un giorno, in un bosco vicino a Tremolat, viene rinvenuto il corpo di una ragzza uccisa. Poco tempo dopo, un altro cadavere di donna viene scoperto e, nelle immediate vicinanze, Hélène trova un accendino da lei regalato a Popaul. Sarà lui il serial killer di Tremolat? [Continua…]


Giugno 19th 2006
Cinema, Stoyboard

Elettrico.0

nodir 1 2
“Ci sono tante cose che uno fa e che sembrano poter fermare il tempo. Ma naturalmente non è possibile fermare il tempo”. A Robert Zimmerman di Duluth, Minnesota, in arte Bob Dylan, non è mai interessato fermare il tempo. Tanto meno essere il suo portavoce. Questo è ciò che si evince dal documentario No Direction Home di Martin Scorsese, pubblicato in un bel doppio dvd e presentato all’ultimo Festival del cinema di Torino. [Continua…]


Giugno 14th 2006
Cinema, Soundtrack

Lemora.0

lemora
Prima e unica opera a bassissimo budget di Richard Blackburn, datata 1975, un
Alice nel paese delle meraviglie in versione la favola nera. Anni ‘30: la piccola Lila, allevata da un predicatore scopre che il padre è in fin di vita e decide di raggiungerlo. Lungo il tragitto dovrà superare diversi ostacoli (vecchi sporcaccioni, un autista d’autobus psicopatico e persino bestie feroci che la braccano in un bosco) per giungere infine alla corte di Lemora, una vampira circondata da zingari bambini, presso la quale è ospite suo padre. Uno dei migliori esemplari del “Southern Gothic” americano. Inedito in Italia, da recuperare in dvd Usa.


Giugno 09th 2006
Cinema, breVisioni, Lost & Found

theCockFather.0

cockfather
Versione gay del Padrino. Un capomafia, appassionato collezionista d’auto d’epoca, organizza una festa per malviventi estimatori che cela in realtà una trappola per impadronirsi dell’inestimabile vettura di un altro boss, ignorando che è questi a guidare i giochi. Come ha scritto la sublime Nova Tarsio:”Il regista Csaba Borbely non verrà forse ricordato per il virtuosismo della macchina da presa, ma dimostra di sapere ciò che vuole, e soprattutto ciò che vuole il pubblico, circondandosi di splendidi ragazzi dai muscoli scolpitissimi e facendoli interagire tra loro in svariate combinazioni. La scelta poi di optare per il registro dell’ironia, piuttosto per quello più violento che poteva suggerire il titolo, giova a farne un film scanzonato e che alla fine si rivela come un’allegra festicciola tra amiconi”. Cappella a cilindro. Irresistibile.


Giugno 04th 2006
Cinema, Hot stuff, breVisioni