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Agosto 3rd, 2007 alle 04:16pm GPZ

 rickshaw

 Ultimo giorno a Jaipur, cittadina tranquilla come il raccordo anulare nell’orario di punta. Ma che ci volete fare qua le citta’ sono molto affollate e 4 milioni di abitanti avranno pure il diritto di stare in strada…tutte assieme. E suonano il clacson. Primo sport nazionale.
Jaipur e’ la capitale del Rajastan bellissimo stato che ricorda le atmosfere di Sandokan. La citta’ e’ famosa per l’argento e le pietre preziose. Abbiamo comprato, non al prezzo migliore pero’ non siamo usciti con le ossa rotte dalla gioielleria. Ormai stiamo diventando bravi e capiamo i raggiri molto velocemente. A Jaipur ne abbiamo evitato uno dei peggiori : ti invitano da bere con delle ottime scuse e piacevoli discorsi, ti drogano la bevanda e quando ti risvegli sei un po’ piu’ leggero. Un incubo.
Il Dio denaro purtroppo e’ il motore di tutto, in ogni angolo del mondo. Siamo degli inguaribili idealisti e ci siamo illusi che il viaggio e’ un ottimo strumento di conoscenza, di scambio culturale. Forse, ma non un viaggio di venti giorni o un mese. Il turismo e’ un ottima fonte di guadagno per tutti dovunque, figuriamoci in un paese come l’India dove i poveri vivono ai margini delle strade e hanno la dignita’ delle bestie. O quasi, dato che le mucche godono di maggior rispetto dato che sono sacre.
Domani si torna nella caotica Delhi e quando dico caotica faccio i complimenti. Volete sentire i rumori di Delhi? Ok. Chiudetevi nel garage e sedetevi davanti al cofano della macchina poi dite alla vostra fidanzata di premere il clacson ogni secondo.
Il viaggio domani sara’ lungo. 230 kilometri. Poco? Qua non si va a piu’ di 80 km orari. Tempo previsto: 6 ore di viaggio. Coeficente di rischio elevatissimo. Praticamente non esistono corsie. Destra sinistra e’ tutto uguale. Gente contromano, camion, autobus con gente che sta seduta pure sul tetto. Mucche. Biciclette.
Roba da incubo.
Ma viaggiamo tranquilli noi, abbiamo la benedizione di Brahma. L’abbiamo pagata ovviamente. 
Prossimo aggiornamento dall’ Himalaya.

Namaste

Pubblicato in: Viaggi

3 Commenti Lascia un commento

  • 1. Achab  |  Agosto 3rd, 2007 at 21:40

    Nonostante il rumore, l’odore, il casino continuo a provare una curiosità immane per questo Paese…
    Mah !!

  • 2. Rinaldo  |  Agosto 4th, 2007 at 13:24

    Grande GP! Ho sentito che nel nord dell’India ci sono alluvioni, voi tutto ok? Seguo le vostre news tutti i giorni. Fino al 9 agosto sono in studio poi si parte per la Spagna. A presto

  • 3. dariedda  |  Agosto 8th, 2007 at 14:39

    il casino, la puzza e tutto il resto fanno parte della grande madre india, se non ci fossero non sarebbe india. E’ un paese pazzesco dalle mille sfacettature a volte un po’ faticoso e impegnativo e non e’ certo da prendere sottogamba. Ma vacci, appena puoi vacci io ancora non son tornata e gia’ penso al prossimo itinerario!

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