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Febbraio 9th, 2007 alle 11:40pm GPZ

sunflower

Noi Sardi siamo molto orgogliosi e intelligenti, ma abbiamo sempre vissuto un complesso di inferiorità per quelli del continente. Amiamo la nostra isola ma guardiamo con una certa invidia chi abita aldilà del mare. Ci sembra sempre che gli altri stiano meglio di noi, siano più ricchi, più felici. Alla fine non è così, ma noi, la terra nostra terra, l’abbiamo sempreun po’ snobbata, e abbiamo preferito imitare ‘i continentali’. Cementificazioni assurde lungo le coste, fabbriche chimiche inutili e economicamente svantaggiose . Ora piangiamo molte scelte sbagliate fatte in passato. Ce ne rendiamo conto soprattutto ora che in tutto il mondo si parla di cambiamenti climatici, di inquinamento, di rispetto della natura. Di rispetto del territorio, di territorio e ambiente come risorsa, come fonte di ricchezza.

E dire che noi per anni non sapevamo cosa farne della nostra terra. A dire la verità ancora oggi sono molti quelli che in Sardegna non capiscono che la vera ricchezza sta nelle sue tradizioni, nella sua cultura, nei prodotti che la sua terra ha donato e che le mani del suo popolo ha trasformato in prodotti rari e preziosi.
E se qualcuno ultimamente ha proposto di aprire un cimitero degli aerei,altri hanno alzato gli occhi al cielo e si sono fatti venire un’idea brillante. Come il sole. Speriamo solo che non sia un sogno.
Riporto interamente l’articolo tratto dal La Nuova Sardegna del 9 Febbraio 2007:

Porto Torres polo per l’energia fotovoltaica

Scommessa di un gruppo di imprenditori Nella Nurra investimenti per 35 milioni
Sarà sperimentato un nuovo sistema per rubare energia al sole

PORTO TORRES. Il futuro dell’energia è nel sole. In questa direzione si è mossa la ricerca e ora si è arrivati al mettere a punto sistemi in grado di sopperire parzialmente alla produzione di energia elettrica alimentata da combustibili fossili. Una speranza “sposata” per l’area di Porto Torres da una cordata di imprenditori che ha presentato alla Regione e al comune di Porto Torres il progetto per la costruzione di una centrale fotovoltaica da sei megawatt. Investimento di 35 milioni di euro.
Una centrale, una delle cinque previste nell’isola, che sarà la più grande del mondo fintanto che il Portogallo non porterà a termine l’impianto da 11 megawatt sufficiente ad alimentare ottomila abitazioni e che permetterà di risparmiare l’emissione di trentamila tonnellate l’anno di gas a effetto serra.
L’area interessata è quella appena fuori dalla zona industriale, in direzione della Nurra. La cordata in questione si chiama “Condominio del sole” ed ha presentato il primo dei cinque impianti previsti per un investimento totale di 120 milioni di euro spalmati nel territorio compreso fra Sassari e Porto Torres (quattro) mentre l’ultima centrale sarà realizzata a Girasole, in Ogliastra.
Il progetto nasce nel 2005 quando il Gse, Gestore servizi elettrici (ex Grtn), pubblica un bando per la produzione di energia incentivata da fonti rinnovabili, che assegna alla Sardegna una quota di 19,2 megawatt. Un progetto al quale rispondono numerosi imprenditori (solo il sito di Porto Torres ne conta una sessantina) e a marzo dello scorso anno viene pubblicata la graduatoria. Scatta la corsa contro il tempo perché entro 12 mesi dalla pubblicazione della graduatoria deve essere completata la progettazione e terminato l’iter burocratico amministrativo. Una corsa che il Condominio del sole ha completato proprio nei giorni scorsi consegnando tutta la documentazione agli enti competenti che dovranno rilasciare le autorizzazioni.
In questi mesi, però, il consorzio di imprenditori si è dovuto attivare per individuare gli impianti migliori, quelli che potessero assicurare il miglior rapporto prezzo-prestazioni-durata. E alla fine la ricerca si è conclusa sul nome della Sun Power, una società (guarda caso) californiana di ricerca avanzata e tecnologia applicata del silicio. L’azienda high-tech opera a stretto contatto con una consociata e interamente controllata, la Power Light, con la quale fornirà tecnologia e finanza intermedia. Ha sede nella Silicon Valley, è quotata al Nasdaq ed è sussidiaria della Cipress Semicoductors, leader mondiale nei chip al silicio che hanno rivoluzionato la riproduzione musicale con gli iPod della Apple e la telefonia con la Voice Over Internet Protocol.
La Sun Power ha brevettato un impianto fotovoltaico da 50 kilowatt che grazie a un sistema informatico insegue la luce del sole. Ogni unità è composta da nove pannelli che non sono a contato del suolo ma issati su un palo, a un metro e mezzo da terra, caratteristica che consente il riposo biologico dell’area. La presenza dell’impianto permette infatti solo coltivazioni a bassa intensità e pascolo, così che al termine della «vita industriale» della centrale (mediamente 30 anni) l’area può essere nuovamente destinata all’agricoltura intensiva.
Gli impianti del Condominio del sole conteranno così 117 unità produttive, spalmate su un’area di diversi ettari che avranno un minimo impatto visivo: la zona, infatti, è decisamente irregolare e fortemente cespugliata, così da nascondere quasi completamente i pannelli. Pannelli che vantano un primato tecnologico rispetto alla concorrenza difficilmente raggiungibile con la più alta efficienza al mondo e i più bassi consumi di materia prima, il silicio. Una materia della quale la Sardegna è ricchissima sia per quantità sia per qualità. Al punto che la società californiana sta valutando la possibilità di realizzare in Sardegna un grande impianto per la produzione di celle e pannelli fotovolatici. Peccato che la Regione non abbia trovato il tempo per incontrare i responsabili della Sun Power in queste settimane in visita in Italia.
Un investimento importante, quello di Porto Torres, con risorse messe a disposizione esclusivamente dai privati. Che, ovviamente avranno il loro tornaconto grazie alla politica che incentiva la produzione di energia da fonti rinnovalibili. Una politica che prevede la vendita dell’energia prodotta alla Gse al prezzo di 46 centesimi di euro per kilowattora. Un costo decisamente superiore al prezzo di mercato, ma che ha un impatto ambientale nullo. Tutto il sistema di trasporto dell’energia, dagli impianti di produzione fino alla rete Gse, è interrato e le uniche costruzioni sono le cinque cabine di controllo e distribuzione che hanno una cubatura limitata. L’investimento, per ogni condòmino, è corposo: 350 mila euro per ogni impianto «chiavi in mano», garantito per venti anni. Un investimento che sarà ammortizzato in dieci anni, mentre fino alla scadenza della garanzia gli impianti produrranno solo utili. Al termine dei vent’anni, però, gli impianti non saranno da buttare via, ma potranno andare avanti per altri dieci anni anche se privi della copertura gratuita della Sun Power.
Ma tutto questo investimento non finirà solo nelle casse della società californiana: gli impianti hanno infatti un costo inferiore e per arrivare ai 350 mila euro, bisogna aggiungere i costi per la posa dei pannelli, la realizzazione dei cavidotti interrati e le cabine. Infrastrutture che saranno realizzate da imprese e manodopera locali.
Questo primo impianto dovrebbe quindi aprire la strada alla creazione di un polo energetico di eccellenza che coinvolgerà la Sardegna nord occidentale e l’Ogliastra. In ballo, oltre a un investimento complessivo di 120 milioni, c’è tutta una tecnologia che mira a ridurre al minimo l’uso dei combustibili fossili e quindi le emissioni in atmosfera. E’ certamente un grande business, ma le ricadute ambientali sono di altrattanto grande portata. Soprattutto in prospettiva futura.

Pubblicato in: Pensieri e Parole

16 Commenti Lascia un commento

  • 1. giuseppe  |  Febbraio 10th, 2007 at 12:21

    Caro Gpz …. concordo pienamente con te. E’ veramente difficile parlare di queste cose poichè ti fa capire che in tantissimi anni niente è stato fatto e probabilmente oggi ci svegliamo da un lungo sonno e vediamo la nostra terra violentata da scelte politicoimprenditorialimazzettaresenzascrupoli che hanno minato il futuro di una terra che aveva una vocazione completamente diversa. Oggi ci dobbiamo confrontare con scelte politiche fatte a partire dagli anni sessanta. L’illusione dell’industria del petrolchimico che solo una cosa sta lasciando ovvero solo problematiche sociali e inquinamento devastante. Le servitù militari anche. Oltre privarci del nostro territorio lo deturpano con chi sa quali schifezze lasciandoci in eredità tonnellate di uranio impoverito. Quante volte abbiamo sentito parlare i nostri politici della rinascita della sardegna, della pastorizia e dell’industria turistica. Cazzate vorrebbero tutti messi al muro e fucilati. Gli unici interessi che hanno portato avanti sono solo quelli personali. Che schifo. Una costa bellissima devastata dal cemento per far arrivare orde di turisti spiantati o per far vivere nelle loro ville dorate i signorotti di turno. Mi viene il volta stomaco. Dobbiamo riprenderci la nostra terra. Dobbiamo mandare i responsabili che hanno voluto i poli chimici a smontare tutto e a portarsi a casa loro tutte le schifezze che hanno coperto come fanno i bambini sotto terra. Se si sente un politico che propone di fare poi un cimitero per aerei in qualche piana della sardegna allora dobbiamo dargli botte da orbi.
    Scusate lo sfogo ma chi vive ogni giorno in questo posto fantastico vorrebbe vedere immaginare un futuro completamente diverso e sopratutto dare finalmente delle risposte a tutti quei giovani che stanno a spasso e vedono un non futuro davanti a se. Credo che siamo ancora in tempo per riparare quello che piano piano sta per diventare l’irreparabile ma c’è sicuramente bisogno di un nuovo corso della politica e sopratutto c’è bisogno di un politico che esca dal palazzo e vada dalla gente a cercare di programmare una nuova sardegna. Un programma che deve ripartire dalla rinascita dell’interno puntando su settori strategici come l’agricoltura, la pastorizia e sopratutto la cura e il rispetto del patrimonio principale ovvero il territorio. A quel punto potremo veramente fare “industria” turistica e tanto altro. Ben vengano anche le fonti alternative come il fotovoltaico nella speranza che non si tratti dei soliti imprenditori mordi e fuggi.
    P.S. ….. forse quel matto di Gavino Sale non ha tutti i torti.

  • 2. Milhouse  |  Febbraio 10th, 2007 at 12:49

    mmmhhh… ci sarebbero tante cose da dire. questo post può essere spunto per una bella discussione sui problemi della nostra isola e su come noi giovani pensiamo che possano essere risolti.
    io non penso che esista un complesso di inferiorità dei sardi verso ciò che è continentale. può essere vero per certi aspetti, ma non per altri. sono più dell’idea che siano i continentali ad avere un complesso di superiorità verso i sardi. basta pensare alla questione delle servitù militari.
    il problema dei sardi è che per decine di anni si sono fatti governare da perfetti imbecilli, che pensavano poco agli interessi dell’isola e della sua popolazione e molto di più, invece, a migliorare la loro posizione personale (e non mi riferisco solo al governo regionale, ma anche a molte amministrazioni locali, soprattutto nelle coste). la Sardegna è una regione a statuto autonomo, ma a me sembra che, fino ad oggi, l’unico governo che si sia realmente preoccupato di rivendicare questa autonomia sia stato quello di Soru. lo dimostra l’attenzione per la tutela verso l’ambiente e il paesaggio, che è diventata prioritaria. la presa di posizione sulle servitù militari. la rivendicazione delle somme di denaro che lo Stato deve alla Sardegna. l’acquisti al demanio della Regione di numerosi edifici che prima erano dello Stato.

  • 3. Milhouse  |  Febbraio 10th, 2007 at 12:59

    nessun complesso di inferiorità, siamo stati solo così stupidi da non capire che le persone che mandavamo al governo era meglio se le mandavamo a lavorare in miniera. penso, ad esempio, a chi ha votato Pili, nonostante avesse presentato un programma di governo copiato da quello della Lombardia e parlasse di una Sardegna con 11 province.

  • 4. GPZ  |  Febbraio 10th, 2007 at 13:30

    Caro Mil il caso di Vicenza domostra che le servitù militari sono un problema ovunque, in continnte come nell’isola. E non si tratta di complesso di inferiorità ma di prepotenza militare.
    Io ho il pallino della produzione pulita di energia elettrica,mi sarebbe piacuto proodurla e ora mi mangio le mani che non ho visto il bando di concorso. Mi sarebbe piaciuto essere tra quelli imprenditori che, sicuramente vogliono guadagnare, ma che guardano al futuro. Progettano un futuro migliore per i loro figli e la loro terra. Di questi tempi sembra un’utopia. Un futuro migliore non per noi ma per gli altri. Parole che non sento nemmeno dalla chiesa.
    Il governo Soru può anche non piacere ma sta facendo, e pure tanto. La storia ci dirà se sbaglia. Di sicuro lui dice una cosa: fin ad ora quello che è stato fatto in Sardegna ha prodotto o dei danni o non ha dato i risultati sperati. Proviamo a fare altro.
    Prende delle decisioni e smuove alcune situazioni imprenditoriali, come per esempio la produzione di energia. I sardisti/indipendentisti hanno sempre parlato troppo e fatto poco. Non c’è bisogno di staccarsi dall’Italia per essere indipendenti e lui Soru lo dimostra. L’indipendenza economica ti permette di non essere servo di nessuno.
    Non voglio entrare nel merito della cementificazione ad opera dei sardi. Fin ora la pianificazione ‘migliore’ che c’è stata è quella della Costa Smeralda. Non quella delle case a schiera ovvio, ma quella iniziale degli anni 60 del Aga Khan.
    Quella successiva, anni 70 80, ha prodotto danni incredibili. Fatevi un giro a Cala Liberotto. Ha modificato addirittura lo stile architettonico delle case. Lo stile Santeodorino imperversa ovunque, compreso nelle città. L’abusivismo edilizio ha intaccato le coste e la storia dell’architettura.
    Vorrei tanto conoscere gli imprenditori che costruiranno la centrale elettrica solare. Mi piacerebbe farne un documentario. Seguirele fasi della creazione.
    Darieddaaaaaaa!!!!!

  • 5. GPZ  |  Febbraio 10th, 2007 at 14:14

    oh, son qui. dimmi
    ;)

  • 6. dariedda  |  Febbraio 10th, 2007 at 14:15

    uff che palle sta cosa dello stesso pc. ero io non gpz quello lassù

  • 7. napo  |  Febbraio 11th, 2007 at 02:03

    Posso rompere le uova nel panino e fare la parte dell’ingegnere saputello????
    A me sta storia delle centrali fotovoltaiche al silicio puzza di vecchio.Il silicio ha una bassissima efficenzai.Viene usato per i pannelli fotovoltaici semplicemente perchè è un materiale di scarto dell’industria elettronica ed è facilmente reperibilie anche in natura.La ricerca ha però dimostrato l’esistenza di materiali migliori,anche di natura organica(in pratica copiano la fotosintesi clorofilliana).E cmq costa tantissimi produrre pannelli fotovoltaici in silici puro perchè è un processo lungo e deligato.Sono costi indipendenti dalla presenza di silicio in sitio.
    A parte il problema del costo,un bassa efficienza implica che ci vogliono tantissimi pannelli per aver sufficiente energia.Quando parla di basso impatto visivo mi sembra veramente una grande cazzata,perchè saranno comunque tantissimi.
    Con questo non voglio dire che è una cazzata pensare alle energi rinnovabili,semplicemente,scusate il gioco di parole,attenti al sole negli occhi.
    Personalmente credo che ci vorranno ancora anni e ricerche prima di poter ottenere delle centrali solari fotovoltaiche con buona efficenza,costi ridotti e spazi ridotti.
    Se proprio si vuole puntare sul sole,esiste anche il solare termico.Ha costi molto più bassi ed è molto più efficente perchè maggiormente usato.

  • 8. Milhouse  |  Febbraio 11th, 2007 at 11:27

    in effetti, quello dell’impatto visivo è un grosso problema e il fatto che i pannelli di cui si parla debbano essere collocati ad una certa altezza da terra non facilita la loro mimetizzazione. sarebbero invisibili solo ai puffi. lo stesso problema si era posto per i pali destinati alla produzione di energia eolica. in questo caso, però, si è ovviato al problema in vari modi, ad esempio collocando i pali in mare aperto. potrebbe farsi la stessa cosa con i pannelli fotovoltaici, disponendoli in un tratto di mare non aperto alle rotte commerciali e lontano dalla costa abbastanza da non deturpare il paesaggio.

  • 9. GPZ  |  Febbraio 11th, 2007 at 11:34

    Scusa Mil ma questa cosa dell’impatto visivo l’ho sempre considerata una cosa assurda. Mai abbiamo parlato dell’impatto dell’inquinamento sui nostri polmoni. E i verdi che si mettono a fare gli stilisti dell’ambiente mi stanno sui coglioni. So che non sei un verde ne tantomeno un coglione, ma è giunto il momento di pensare al male minore. E quello visivo mi sembra quello minore.
    Napo dici bene riguardo al silicio ma forse è meglio non perdere tempo e sensibilizzare maggiormente le persone anche episodi tipo questo della cordata di imprenditori. Sentivo recentemente di celle fotovoltaiche fatte con il mirtillo. Maggiore efficienza rispetto al silicio.
    Ma toglimi una curisoità; esiste qualche materiale o hanno inventato qualche strumento che simula la fotosintesi clorofilliana. Un apparecchio capace di trasformare l’anidride carbonica in ossigeno?

  • 10. Milhouse  |  Febbraio 11th, 2007 at 12:40

    so bene che se realizzati a dovere possono anche “migliorare” l’aspetto del territorio in cui sono posti. non sono mica pirla. solo, pensavo alle modificazioni che potrebbe subire l’aspetto del territorio nel momento in cui si decidesse di realizzare centinaia di impianti del genere. e naturalmente preferisco vedere il fianco di una collina coperto di pannelli, piuttosto che vedere ciminiere che buttano fuori particolato killer. però, il problema si pone e non mi pare di poco conto. perché nel momento in cui si decide di soppiantare gasolio, carbone e compagnia bella, gli impianti alternativi da realizzare non sarebbero decine, ma migliaia. e alla fine avrebbero per forza di cose un impatto visivo non indifferente. lo stesso articolo che hai citato precisa che l’opera avrà un basso impatto visivo. segno questo che architetti e ingegneri che si sono occupati della sua collocazione sul territorio hanno tenuto conto anche dell’eventuale impatto visivo dell’opera e non penso che l’abbiano fatto solo per mettere a tacere eventuali proteste da parte dei gruppi ambientalisti.
    qualsiasi opera fisica si debba realizzare sul territorio deve essere fatta in modo tale da rendere minime le conseguenze sull’ambiente in cui l’opera è collocata.
    certe zone del nostro territorio sono belle quanto opere d’arte. tu, architetto, chiamato a progettare un impianto di quel genere ti metteresti il problema dell’impatto estetico o penseresti esclusivamente alla necessità di un ambiente più sano.
    se la questione fosse di secondo piano, non si avrebbe bisogno degli architetti, sarebbero sufficienti gli ingegneri.

  • 11. Milhouse  |  Febbraio 11th, 2007 at 12:42

    mannaggia, mi sono mangiato un punto interrogativo.

  • 12. napo  |  Febbraio 11th, 2007 at 20:02

    non copiato la fotosintesi nel senso di anidride carbonica trafosrmata in ossigeno,ma di come le piante fanno a prendere ed immagazzinare calore ed energia dal sole.così al posto del silicio si usano cellule vegetali.

  • 13. gloria  |  Febbraio 12th, 2007 at 18:22

    sfruttare piuttosto il solare termico?
    e cosa se ne fanno in sardegna di milioni di metri cubi di acqua bollente?
    col caldo che fa!
    mi dispiace per l’ambiente ma credo che l’impatto ambientale si riferisca soltanto ai nostri umani occhi. le centrali termoelettriche si che hanno un fortissimo impatto ambientale.. e non solo sui nostri umani occhi ma sull’equilibrio atmosferico.
    ancora quindi è più importante la natura della sensibilità estetica dell’uomo.
    abbiamo ereditato un mondo in cui purtroppo dobbiamo scegliere il male minore, agire ribaltando i principi tradizionali per recuperare una terra che non è più in grado di proteggerci.
    purtroppo viviamo in tempi in cui ci è richiesta la lungimiranza ed è molto più rischioso sbagliare.
    perciò meglio sbagliare per un giusto motivo che fare la cosa giusta per un motivo sbagliato. (u. eco)
    il fotovoltaico è vecchio vero… siamo già troppo in ritardo. brava sardegna. chapeau!
    o sole mio……

  • 14. napo  |  Febbraio 12th, 2007 at 22:14

    solare termico non significa solo acqua calda per la doccia,ma anche centrali termoelettriche senza effetti collaterali.

  • 15. giorgio  |  Febbraio 24th, 2009 at 15:38

    a tuttoggi 24 febbraio 2009 a che punto è il progetto in questione? qualcuno mi sa dire qualcosa?
    grazie

  • 16. GPZ  |  Febbraio 24th, 2009 at 15:40

    Mi spiace ma non hos saputo più niente a riguardo

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