Spigolature

_SPA

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Domenica io e il fido Deledda insieme a tre amiche decidiamo di andare a combattere la calura in un centro benessere, in una SPA.
Le SPA , nome che ha origine dalla omonima città Belga, sono delle strutture nelle quali vengono praticati trattamenti per il benessere o per la bellezza con l’acqua.
Era la mia prima esperienza in un posto del genere. Sicuramente da ripetere. Un prezzo non eccessivo e un servizio impeccabile.
Pagato l’ingresso ci vengono dati degli asciugamani e un braccialetto magnetico che permette di accedere nei vari settori della struttura e di aprire e chiudere l’armadietto.
Il centro della struttura è un enorme sala, che si affaccia sul giardino, con 4 piscine con differenti idromassaggi. Si inizia da quella con l’ossigeno. Poi si va in quella con un massaggio più energico. In quella con l’acqua calda. E nell’ultima con le cascatelle cervicali. Il percorso lo si chiude facendosi dolcemente trasportare dalla corrente nella vasca dell’acqua salina a cielo aperto.
Finito il percorso dei massaggi ci siamo rilassati nella zona Calore e Tepore. Un percorso relax fatto di

Balneum Minerale
Balneum Salino
Stanza dell’energia
Sauna erbe e fieno
Sauna Loft
Hammam
Acqua walk
Temporale monsonico
Doccia meraviglia
Doccia reazione
Doccia di luce
Stanza dei sogni.

UN relax per il corpo e anche per la mente. Musica stile buddha mar ha accompagnato il nostro giro all’interno di stanze calde e fredde. In alcune venivano proiettate immagini rilassanti. In altre semplici giochi di luci colorate. Profumi balsamici ovunque e tisane per reintegrare i sali minerali.
La stanza dell’energia era quella più bella e rilassante. Una stanza quasi buia con delle cabine di legno con all’interno dei bozzoli di vimini che pendevano dal soffitto dentro i quali ci si sedeva. Nella stanza venivano diffusi i suoni di una foresta tropicale mentre il soffitto era puntinato da tante fibre ottiche.
Abbiamo pranzato nel bar della SPA. Un bar rigorosamente vegetariano. Tutto buono.
Ma una bella carbonara!

Monicello SPA // Monticello Brianza

6 commenti Giugno 26th, 2006

_CoRlEonE

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Grazie alle mie importanti amicizie sono venuto in possesso dei famosi ‘Pizzinni’ del ex capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano. Ne pubblico qualcuno:

Portatemi i cannoli

Altra cartaigienica.

Compratemi l’Espresso con il fumetto di Pazienza.

Scaricatemi l’ultimo cd di Carmen Consoli

Portatemi i 4 salti in padella findus; Mi sono rotto i coglioni della cicoria.

Votate S.B.

Videoregistrate Amici

Ricordatevi di comprare i Pampers.

Forza Inter

Compratemi altre cinque Bibbie.

Non c’è più la mezza stagione

E ora ve ne scrivo uno io

Andate a guardare questo bel video, e guardate chi candida il Centrodestra.
Complimenti Onorevole Casini.

3 commenti Aprile 13th, 2006

:: Chiavi

provenzano.jpg
I mafiosi sono come le chiavi. Quando le cerchi non le trovi mai eppure sono sempre lì sotto i tuoi occhi.
É stato catturato Bernardo Provenzano, capo della Mafia, latitante dal 1963. In questi anni è stato cercato ovunque. Oggi è stato trovato e catturato. Si trovava a Corleone, nel suo paese.
Succede qualcosa allo stadio e arrestano subito i colpevoli. Ammazzano un bambino e riescono a trovare gli assassini. Mettono una (finta) bomba ad un politico a Nuoro e mettono in carcere tre ragazzi (innocenti). Tutto questo nel giro di pochi giorni.
Per Provenzano ci sono voluti 43 anni. Uno tra gli uomini più ricercati al mondo era la, nel suo paesino di 11.300 anime. E le intercettazioni ambientali? E i pedinamenti? E i satelliti? Niente di niente. Provenzano non si trovava. Come le chiavi.
Il problema è che continuavano a cercarlo basandosi sull’identikit. Per forza non lo trovavano, non si somigliava per niente.
L’hanno sorpreso dentro un casolare, diroccato e lurido.
Ma i mafiosi non sono come Marlon Brando nel Padrino? Volete dire che la crisi ha colpito anche i boss? Meglio la galera che una vita passata così. Tutto sommato a lui conviene, almeno la smetterà di mangiare cicoria.
Complimenti a Grasso. Peccato che morto un Boss se ne fa un altro. E si inizierà a cercare un nuovo capo. Anche se i Boss veri vanno cercati nella politica. I Provenzano, i Riina non esisterebbero se non ci fosse la politica a coprirgli le spalle. Loro sono dei Front man.

11 commenti Aprile 11th, 2006

_MoNdIaLi

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Non poteva che finire così, su un piatto in una pizzeria gestita da cinesi.
Il logo dei mondiali più brutto a livello interplanetario. Addirittura più brutto del logo della Lega Nord.
L’italia patria di Leonardo Da Vinci, famosa in tutto il mondo per il suo design, per la moda, per la creatività, nel 1990 ebbe il coraggio, perchè solo quello ci voleva, di utilizzare questa specie di omino come logo per l’evento sportivo più importante al mondo.
Il logo, che pare essere un cane con gamba alzata mentre piscia sul parafango della macchina di Montezemolo (organizzatore di quel mondiale), nasce dalla scritta ITALIA che scomposta in vari pezzi si rimonta formando il famoso omino.
Qualcosa di più semplice no? Un peperoncino, un oliva, un panettone, uno spaghetto. Niente.
Una schifezza di simbolo che ha pure portato sfiga. Il logo poi è talmente spigoloso che ci potevano giocare i bimbi dai 14 anni in su. Una vera genialata del made in italy. La FIAT DUNA dei loghi. Brutto, brutto, ma brutto…talmente brutto che i cinesi non l’hanno nemmeno copiato.

11 commenti Marzo 28th, 2006

_GrAsSo Che Cola

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Ma quante medicine usiamo al giorno d’oggi? Ma quante ce ne servono veramente?
Il mitico Beppe Grillo parla ormai da anni delle case farmaceutiche e delle truffe ai danni dei pseudo-malati. Sull’eccessivo consumo di farmaci inutili. Basta abbassare la ’soglia d’allarme’ e improvvisamente si diventa malati.
Di questo argomento nè ha parlato il mio carissimo amico Giovanni, nuorese che lavora in Olanda. Il suo pensiero è stato pubblicato nella rubrica Italians di Beppe Servegnini sul sito del Corriere.
Lo riporto comunque integralmente qua:

Caro Beppe, cari Italians:
pausa pranzo dopo una mattinata pesante di lavoro. Mi trovo con un amico che lavora ad Amsterdam per una multinazionale italiana oramai da 5 anni. Io sono nuovo dell’Olanda, espatriato da pochi mesi, conosco poco usanze e tradizioni locali e faccio fatica a capire come funzionano gli uffici pubblici e le strutture sanitarie. Il mio nuovo amico mi racconta di avere appena avuto una discussione con il suo medico il quale gli ha consigliato di iniziare una cura contro il colesterolo cattivo. “Ho io la soluzione” rispondo con fierezza illustrando le nuove pubblicità che girano sulle reti sia locali sia su RAI 1. Faccio presente che da poco più di paio di settimane ho iniziato a notare pubblicità di diverse marche alimentari che propongono bevante anti-colesterolo. Il mio amico in realtà non è molto convinto di volere fare qualcosa e mi racconta che in realtà il suo colesterolo è diventato “fuori legge” solo perché due settimane prima è stata diramata una circolare medica internazionale in cui sono stati abbassati i limiti del colesterolo cattivo. Ciò vuol dire che se il mio amico avesse fatto le analisi un mese fa, niente sarebbe stato consigliato. La mia mente quindi torna alle pubblicità e noto che la mia sensibilità all’argomento è coinciso con la pesante azione comunicativa dei prodotti anti-colesterolo. Come consumatore ora mi pongo il dubbio: il mercato sta cercando di far nascere nel mio amico un nuovo bisogno che prima non aveva, oppure il colesterolo è veramente un pericolo e quindi va ulteriormente abbassato rispetto al precedente limite? E se fosse veramente dannoso, perché gli viene detto solo ora? Forse si aspettava che le case alimentari avessero pronti i prodotti? Il dubbio mi rimane, soprattutto quando ripenso alla coincidenza temporale dell’azione pubblicitaria e della comunicazione sanitaria internazionale. Ma forse sono solo un consumatore troppo critico.


3 commenti Marzo 9th, 2006

..PieGhe

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Domani per motivi di lavorò dovrò vestirmi con l’abito e la camicia.
Questa è una tragedia per uno come me che ha i jeans tattuati addosso e che usa quasi sempre delle sneakers. Non è tanto l’abito in se il problema. Mi piace come mi sta.
Il problema, che nel mio caso rasenta il dramma, è la camicia.
Uso solo t-shirt nere e rarissimamente metto la camicia. Questo sta a significare che giacciono in un angolo dell’armadio per mesi. Ma queste stronze evidentemente hanno una loro vita e si muovono.
Questa sera prendo la camicia dall’armadio: MILIONI di pieghe.
Un mega origami di un dragone che si mangia un risciò sulla piazza Tienanmen con tanto di piccioni e giapponesi (pure lì) che si fanno le foto.
E adesso? Io so a mala pena stirare una camicia, ma una camicia con milioni di pieghe è un casino enorme.
Siamo nel 2006, facciamoci aiutare da Google. Scrivo: stirare una camicia.
Inizio a guardare i risultati della ricerca. Guardo nei vari siti.
Ce ne fosse uno che dice le stesse cose?
Perchè il problema è capire da che parte iniziare.

Men’s health mi consiglia: ‘Stira i polsini, poi le maniche calcando sulla piega che va dal polso al centro spalla’
Non mi convince.

Proviamo con Eudida:
‘Se la tua camicia è molto stropicciata, allora usa uno spray specifico o una bottiglietta d’acqua possono aiutarti. Spruzza il liquido sulle parti da stirare.’
Mi convince. Provo con l’acqua.
Un casino pazzesco; la camicia pezzata d’acqua che sembra una mucca svizzera. E via giù di vapore che sembrava che stessi stirando con una locomotiva del far west.
Prima il colletto, poi il dietro, poi le maniche.
Le maniche. Da non credere. Ogni piega eliminata nella manica ne generava altre dieci in altre parti della camicia.
Infine la parte di davanti.
Una fatica immonda; ho sudato sette camicie (già stirate) per rimanere in tema.
Ho concluso dopo circa venti minuti di sofferenza.
Domani sarò perfetto.
Sbarbato, profumato, ma per nulla al mondo toglierò la giacca.

12 commenti Febbraio 16th, 2006

_Babilonia

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Lo so che questo è un giochino vecchio, ma a me diverte sempre.
E poi la mia vita si basa sul cazzeggio e la curiosità. Quindi cazzeggiando e curiosando ho preso il testo del mio post sulle scarpe e l’ho tradotto in inglese usando lo strumento per tradurre di Google. Il testo in inglese poi l’ho ritradotto con Google in Italiano ed ecco cosa è venuto fuori.

Prendo l’indicazione dall’alberino di Darieddix per fare il outing. Ho uno piccolo, grande mania: GUARDO I PATTINI Di TUTTI! Miniera non è feticismo. Ho sì una passione per i pattini come oggetto, ma in mine guardare i pattini non è quella morbosità che trasformerebbe il mania in feticismo. Conosco i pattini di tutti praticamente quelli che conosco. Quando incontro qualcuno che guardi prima degli occhi e resistito a dopo i pattini. L’esame della calzatura è fondamentale. Inscatolo più ho inoltre la mancanza del figa di mancanza del mondo ma se non eccede i pattini dell’esame io non riuscirei le marche niente noi. Guardo e valuto tutti: Punta materiale di figura di lunghezza di Pulizia Sformatura del solo tallone di modello di invecchiamento e nella cassa dei caricamenti del sistema, anche: L’adesione del caricamento del sistema all’altezza del vitello del caricamento del sistema è lo specchio dello spirito. Testimoniano la sensibilità, l’attenzione dalla parte, alle piccole cose, o al superficialità, lo sciatteria di chi porta a loro. Non è un’emissione dei modelli ‘che vanno bene ‘o ‘non vanno bene ‘. Da quando viene consumato, il pattino si transforma in in espressione della personalità di chi porta a loro. Alcuni elementi della valutazione non re-enter fra le scelte al momento dell’acquisto: La camminata che di esso la deformazione determina e l’uso che consumerà a loro e sporcherà a loro. Ma sono tuttavia strumenti validi della valutazione. Tutti questi le informazioni sono organizzati nel senso di ossessivo nel mio cervello e lo aiutano a conoscere gli altri. La mia esperienza non dice mai che il mentono dei pattini non. Che cosa dicono la calzatura a me quasi sono confermati sempre dalla conoscenza ‘normale ‘della persona. Ora, non avete marche di timore per vedere i vostri pattini me. Mólto so già a loro. Ed allora non rivelo mai le mie valutazioni.

13 commenti Febbraio 11th, 2006

5/24

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É solo una questione di numeri.

8/24 ore dormo
8/24 ore lavoro
2/24 ore mangio
1/24 ore di tempi tecnici
Per un totale di 19/24 ore
Calcolo per difetto, quindi escludo ore dedicate ad altre attività: palestra, lettura blog, teatro ecc….

Mi rimangono:

5/24 ore per trovare l’anima gemella.

16 commenti Febbraio 8th, 2006

No-mi-somiglia-pè-niente

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Questo sono io!
Cioè non sono proprio io, ma un personaggio famoso che mi dovrebbe somigliare. In teoria ‘no-mi-somiglia-pè-niente’, ma questa è la somiglianza che trova questo sito:
My Heritage

Come funziona.
Piccola registrazione, poi caricate una vostra foto.
Il programma analizza la vostra faccia e vi dice a quali personaggi famosi somigliate e in che percentuale.
E’ risultato che io somiglio:
al 64% a M. Night Shyamalan
al 59% a Pavarotti (e qua ho tentato il suicidio con i barbiturici)
al 59% a Carl Sagan
al 57% a Toshiro Mifune
al 50% a Schwarzenegger
al 48% a Brad Pitt ( ho immediatamente sputtato i barbiturici)
al 48% a Sarah Michelle Gellar ( ad una donna..vi rendete conto?)
al 46% a Matthew Perry
al 45% a Johnny Cash
al 45% a David Beckham

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15 commenti Febbraio 2nd, 2006

Invenzioni del secolo

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Questo natale mi son regalato una delle invenzioni del secolo: la macchina per fare il pane.
Puo’ sembrare una contraddizione per un appassionato di cucina come me, che ama mettere le mani negli impasti; sentire la consistenza dei vari ingredienti che si fondono con il calore e la forza delle mani. Ma questa macchina è diversa. Il pane non è cosa facile da fare e soprattutto richiede tempi. Lentezza. Cosa pressochè incompatibile con la mia giornata lavorativa in una città tristemente frenetica come Milano.
Questa piccola macchina, che oltre al pane fa anche le marmellate e impasti vari, ha portato un nuovo entusiasmo nella casa e dei bei profumi che sanno di infanzia, di ricordi, di nonne.
E’ fantastico svegliarsi la mattina con il pane appena sfornato (ha pure un efficentissimo timer). E questo povero ma essenziale alimento, a casa, è diventato quasi un piatto centrale, biblico. Ho appena sfornato.

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Purtroppo non è possibile sentirne la fragranza via web. Spero le foto aiutino.
Ha un piccolo difetto: Non fa il pane carasau.

11 commenti Gennaio 29th, 2006

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