Cucina

_ɐɹdosoʇʇos

CAPUCCINO

Non scrivo da un po’. Il blog è un prodotto dell’inverno. Non ho smesso di cucinare, e di sperimentare. Falco ti aspetto. La sfida non è finita. E la prossima volta non ci saranno polli per gatti .

Questa è l’ultima mia creazione. Quali sono gli ingredienti?

41 commenti Luglio 3rd, 2007

_BZA

zucca

Collezione primavera-estate 2007

Pane tostato, mozzarella di bufala affumicata, fiori di zucca, acciughe sott’olio

11 commenti Aprile 2nd, 2007

_SeMiFrEdDo

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Posseduto da Lisa Biondi, ultimamente ho ripreso un rapporto semi serio con la cucina e in questo caso pure semifreddo.
Domenica il clima era caldo e così ho preparato un semifreddo al cioccolato. Usando uno dei miei attrezzi da cucina preferiti: il cerchio mobile.
Questo dolce è semplice da fare e non avendo bisogno di cottura, risulta fattibile anche da chi non ha il forno o ce l’ha ma cuoce da schifo.
Semifreddo al cioccolato

cioccolato fondente gr. 200
panna fresca gr. 150
biscotti secchi (tipo Digestive) gr. 130
nocciole tostate gr. 100
burro gr. 80
zucchero gr. 75
2 uova
una bustina di vanillina

Impastate il burro fuso con i biscotti sbriciolati e spalmate uno stampo (cm 16 Ø) . Mettetelo in frigo. Montate le uova con lo zucchero e la vanillina, poi incorporatevi il cioccolato fuso, le nocciole tritate e la panna montata. Versate nello stampo e tenete in frigo per 2 ore.

9 commenti Maggio 30th, 2006

_CrEmA CaTaLaNa

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Ieri ho preparato la Crema Catalana. Uno dei miei dolci preferiti.
La preparo secondo la ricetta che riporta Manuel Vazquez Montalban nel suo ormai introvabile “Cocina catalana” .
Per sei persone:
1 litro di latte
6 tuorli d’uovo
200 grammi di zucchero (piu’ quello necessario alla copertura)
50 grammi di maizena
la buccia (intera) di un limone
una stecca di cannella

Si mette sul fuoco il latte con la buccia del limone e la stecca di cannella. Quando arriva quasi a ebollizione, lo si cola in una terrina e lo si lascia raffreddare, mescolando di tanto in tanto per evitare l’affioramento della panna. In un’altra terrina si montano i tuorli con lo zucchero.
Quando il latte e’ freddo, si mette quasi tutto in una casseruola (non d’acciaio a doppio fondo), tenendone da parte una tazzina nella quale si scioglie la maizena. Si versa nella casseruola i tuorli montati con lo zucchero, si mette a fuoco bassissimo e si mescola in continuazione.
Appena la crema comincia ad addensare un pochino, si aggiunge la tazzina di latte con maizena versando a filo senza smettere di mescolare. Si continua poi a mescolare (ci vuole almeno un quarto d’ora) senza far mai giungere a bollore fino a quando la crema, da bianca che era, diventa gialla e densa.
A questo punto la crema e’ pronta. Si versa in coppette individuali (basse e larghe), si pareggia e si lascia raffreddare. Una volta fredde, si mettono in frigo qualche ora. Per completare l’opera, bisogna guarnire con zucchero bruciato con un apposito attrezzo, il “ferro per cremar”, in pratica un disco di ghisa con un lungo manico che si fa arroventare sul fuoco.
Si procede cosi’: una volta ben arroventato il ferro, si cosparge sulla crema uno straterello sottile di zucchero, ci si appoggia sopra delicatamente il ferro: ne sortira’ una gran nuvola di fumo, e il risultato sara’ un disco di zucchero bruciato e tiepido che contrasta con il freddo della crema.
Piccola variante: per la copertura uso dello zucchero di canna.

Vi consiglio di gustarla in dolce compagnia.

19 commenti Maggio 14th, 2006

_Culurgionis

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Durante questo soggiorno Nuorese mi sono cimentato, insieme a mio fratello, nella preparazione dei culurgiones. Mega ravioli ripieni di patate, formaggio e menta. Chiusi a mano con una cucitura che ricorda molto quella dei ravioli cinesi.
Sono venuti particolarmente carini e buoni.
Piccola diatriba in famiglia sul ripieno. Io li preferisco con la menta e non tollero la presenza del parmigiano, poiché la ricetta tradizionale non lo prevede essendo questo un formaggio non sardo. La famiglia si è spaccata in due come l’ Italia ma entrambe le versioni sono state apprezzate. Insomma il culurgiones è un piatto trasversale.
Buona visione e provate a farli anche a voi:

Per la pasta:
500 gr. farina calibrata
500gr. farina ‘00′
4 uova
400 gr. acqua
1 cucchiaio d’olio
1 pizzico di sale

Ripieno:
1kg di patate
1 kg di formaggi misti: caprino, provoletta(caciocavallo), una manciata di parmigiano, pecorino.
Menta

Disporre la farina a fontana in una spianatoia. Lavorarla con le uova aggiungendo poco alla volta l’ acqua e il sale. Aggiungere l’olio e lavorarla fino ad ottenere una pasta elastica ma non appiccicosa. Lasciarla riposare avvolta in un panno o dentro un sacchetto di plastica.
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Far bollire le patate. Schiacciarle e mischiarle insieme ai formaggi precedentemente grattugiati. Unire la menta tagliata a piccoli pezzi. Lavorare il tutto fino ad ottenere un purè.

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Stendere una sfoglia di pasta sottile e tagliare dei cerchi di circa 10 cm di diametro.

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Al centro di questi disporre un cucchiaino di ripieno.
Chiudere il raviolo….è un casino da spiegare. A breve un filmato.

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Cuocere in acqua bollente e salata.
Condire con del sugo oppure in bianco spolverati di solo pecorino.
Buon appetito

24 commenti Aprile 20th, 2006

Invenzioni del secolo

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Questo natale mi son regalato una delle invenzioni del secolo: la macchina per fare il pane.
Puo’ sembrare una contraddizione per un appassionato di cucina come me, che ama mettere le mani negli impasti; sentire la consistenza dei vari ingredienti che si fondono con il calore e la forza delle mani. Ma questa macchina è diversa. Il pane non è cosa facile da fare e soprattutto richiede tempi. Lentezza. Cosa pressochè incompatibile con la mia giornata lavorativa in una città tristemente frenetica come Milano.
Questa piccola macchina, che oltre al pane fa anche le marmellate e impasti vari, ha portato un nuovo entusiasmo nella casa e dei bei profumi che sanno di infanzia, di ricordi, di nonne.
E’ fantastico svegliarsi la mattina con il pane appena sfornato (ha pure un efficentissimo timer). E questo povero ma essenziale alimento, a casa, è diventato quasi un piatto centrale, biblico. Ho appena sfornato.

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Purtroppo non è possibile sentirne la fragranza via web. Spero le foto aiutino.
Ha un piccolo difetto: Non fa il pane carasau.

11 commenti Gennaio 29th, 2006

Big Mac Design

Big mac

Non potevo che inaugurare il blog con due temi a me cari: il design e il cibo.
Per disegno industriale si intende, di norma, la progettazione di oggetti fabbricati industrialmente, cioè tramite macchine e in serie. Questa definizione mi fa pensare che il Big Mac o comunque qualsiasi ‘panino’ di Mc Donald è un oggetto di design. Food Design per l’esattezza
Personalmente lo ritengo più un oggetto di design che non cibo.
Viene preparato in serie seguendo delle ricette praticamente ’scientifiche’: gli ingredienti sono dosati perfettamente sempre nelle stesse quantità. Vengono cotti e/o decongelati tramite macchine. La mano dell’uomo compare solo nell’assemblaggio.
Anche il sapore sa di ‘chimico’, di ‘artificioso’.

In Sardegna la cucina è e rimarra per molto tempo ancora puro ‘artigianato’. Le ricette vengono tramandate da madre a figlia in un modo Non-scientifico.
Gli ingredienti sono dosati in modo del tutto personale:
‘Allora di farina ne metti un pugno…’ ma un pugno di chi?
‘Zucchero ne basta un bicchierino’…bicchierino? e dove lo trovo un bicchierino. Almeno fosse quello della nutella.
Praticamente impossibile replicare.

Buon appetito

14 commenti Gennaio 21st, 2006


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