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Non mi ero mica dimenticato dell’ 11 Settembre. Sono sempre un complottista, solo che ora siamo in tanti. E qualcosa comincia a venire fuori.
7 commenti Maggio 6th, 2007
Non mi ero mica dimenticato dell’ 11 Settembre. Sono sempre un complottista, solo che ora siamo in tanti. E qualcosa comincia a venire fuori.
7 commenti Maggio 6th, 2007

Io non credo alla versione ufficiale sui fatti dell 11 Settembre 2001. Troppe cose mi sono oscure, incomprensibili. Alcune non sono logiche. Io vorrei crederci, ma il Governo Americano, la commissione sull’11 Settembre, la CIA, l’FBI non mi aiutano a cambiare idea.
Bin Laden viene considerato capo di Al Qaeda ed organizzatore degli attentati alle torri gemelle e al pentagono. Qualcuno mi spiega allora perchè sul sito dell FBI viene indicato tra i 10 più ricercati al mondo, ma non per gli attentati dell’11 Settembre ma semplicemente per gli attentati alle ambasciate Americane in Tanzania e Kenya?
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46 commenti Settembre 13th, 2006
Oggi ricorre il quinto anniversario dell’attentato dell’ 11 Settembre. Tutti siamo certi che quell evento ha sconvolto la situazione economica e politica mondiale. Ma quanti di noi sono certi che dietro quegli attentati ci sia la mano di Al Quaeda e il coinvolgimento di Bin Laden? Quanti di noi sono certi che le torri gemelle sono crollate a causa dell’impatto dei due Boeing? Quanti sono certi che sul Pentagono si schiantò un aereo di linea? Quanti sono certi che il Boeing UA 93 si schiantò in un campo della Pennsylvania? Molti ne sono certi. Io no. Sono uno di quelli che vengono definiti ‘complotisti’. Veniamo accusati di fare dietrologia. Ma non lo è; è semplicemente analisi dei fatti sulla base degli eventi odierni. D’altronde la storia guarda al passato valutando dal presente, ma gli storici non possono venir accusati di dietrologia. Non mi ritengo uno storico, ovvimanete. Sono solo uno che si fa delle domande e vuole delle risposte logiche. I fatti dell’11 Settembre non danno delle risposte logiche, coerenti con quello che è accaduto quel giorno e con quello che è successo nei cinque anni succesivi.
Mi rincuora il fatto di non essere l’unico ‘complottista’. Tra il 2 e 4 Giugno 2006 a Rosemont, una cittadina a due passi da Chicago, si è tenuto il convegno di quelli ‘che non credono alla verità ufficiale sull’11 Settembre. Certo fa venire i brividi pensare che gli Stati Uniti si siano fatti un auto-attentato per poter avere delle buone ragioni per mettere mano al Medioriente, o per mettere ordine nei loro conti.
Molti pensano che il benessere, il progresso tecnologico ci abbiano reso più intelligenti, pacifici e che eventi come lo sterminio di un popolo, non siano più possibili ai giorni nostri. Si crede di aver raggiunto un livello di civiltà tale che certe cose non possano più accadere. Ma ci si sbaglia. Anche ai tempi del nazismo non si credeva allo sterminio degli ebrei. D’altronde davanti ai campi capeggiava la scritta: il lavoro rende liberi. I luoghi di morte e le distruzioni di massa non vengono mai dichiarate tali, ma mascherate da buoni propositi.
Gli USA poi non sono nuovi agli auto-attentati, vedi Pearl Harbour e altri fatti storicamente accertati.
Quello che mi sono sempre chiesto è come mai un gruppo terroristico studia e mette in atto un operazione di tale portata, fortemente distruttiva e con un impatto mediatico fortissimo e poi ‘abbandona’ la scena facendosi attaccare nel proprio territorio. Al Quaeda è un gruppo terroristico, non un esercito, ma quello che gli viene attribuito è stato considerato un segnale di guerra. Ma poi questa guerra è stata solo in un senso. Gli USA hanno attaccato l’Afghanistan, tra l’altro per stanare Bin Laden ma questo dopo cinque anni non lo si trova, più difficile da trovare di un idraulico. Hanno invaso l’Iraq e questa volta senza buttarsi giù altri edifici. Semplicemente mentendo. Tanto ormai si sono conquistati l’appoggio del mondo. L’Europa tace e acconsente. Le notizie ci vengono diffuse dagli stessi americani. In Iraq ci sono armi di distruzione di massa? Lo dicono gli Stati Uniti, quindi sarà vero.
Insomma dopo l’11 Settembre gli Stati Uniti hanno concentrato l’attenzione sulla politica estera. Hanno messo mano al Medio Oriente. E i terroristi così pericolosi? Così tanto da essere riusciti colpire l’edificio probabilmente più sorvegliato al mondo, il pentagono? Niente. Nessuna traccia.
Ma le domande sono tante e le risposte o non ci sono o non convincono.
Riporto un riassunto di alcune delle stranezze di tutta questa storia. ( preso da Luogo comune):
In base ai fatti accertati in questa indagine, possiamo affermare che per credere alla versione ufficiale bisogna anche essere disposti a credere:
1 - … Che l’FBI sia stata in grado di identificare tutti e dicciannove gli attentatori in meno di 48 ore, fornendo tanto di fotografia per ciascuno (per alcuni addirittura due), nonostante nessun nome arabo apparisse nelle liste passeggeri, ed almeno la metà di loro fosse del tutto sconosciuta alla autorità stesse, al momento degli attentati, per loro susseguente ammissione.
2 - … Che Osama bin Laden abbia ordito questa macchinazione infernale, la cui preparazione sarebbe durata cinque anni, a) puntando tutto sulla totale inesperienza dei suoi piloti/dirottatori, b) nonostante non avesse nessun motivo apparente per farlo, c) non abbia infatti mai rivendicato gli attentati, d) chi ne ha tratto ogni vantaggio sia stata la stessa amministrazione che lui voleva colpire, per quanto ne conoscesse a perfezione progetti geopolitici e interessi specifici.
3 - … Che le autorità americane, che hanno voluto mostrare infinite volte l’impatto degli aerei nelle Torri, non abbiano mai presentato al pubblico una sola immagine dell’aereo che si avvicinava al Pentagono, quando a) decine di telecamere avrebbero dovuto filmarlo, b) si sa per certo che di almeno due di queste i nastri siano stati sequestrati dall’ FBI, e c) la mancanza dei rottami del 757 sia proprio l’elemento su cui si fondano tutte le accuse rivolte all’amministrazione, a partire del libro-denuncia dello stesso Meyssan.
4 - … Che parimenti non abbiano saputo mostrare nessuna immagine di video-security dei dirottatori all’imbarco dei rispettivi voli, quando i dubbi sulle loro identità sono forse il secondo punto debole dell’intera versione ufficiale.
5 - … Che Mohamed Atta e Aziz Alomari, dopo anni di accurata preparazione, abbiano rischiato di vanificare la loro intera missione, andando a cercarsi - senza motivo apparente - una coincidenza aerea talmente stretta, che ha nel frattempo permesso agli investigatiori di venire in possesso di preziosi elementi per l’indagine.
6 - … Che un dirottatore in procinto di morire scriva alla propria fidanzata - con la quale sta da 5 anni - sbagliando il suo indirizzo, ma si ricordi in compenso di mettere il proprio di ritorno, in caso di disguido postale. Ed in genere che un pò tutti i dirottatori, attenti e precisi come dovevano essere, abbiano saputo disseminare lungo il loro percorso soltanto copie del corano, documenti con le istruzioni per i morituri, e manuali di volo in quantità industriali.
7 …Che ben quattro piloti dilettanti, nemmeno tutti licenziati, con una pessima reputazione alle scuole di volo (per piccoli aerei da turismo), e che non si sono mai seduti prima ai comandi di un 757 o 767, siano stati perfettamente in grado di prenderne possesso in quota, di guidarli con sicurezza senza commettere il minimo errore, di orientarsi in cieli in cui non hanno mai volato (alcuni di loro non avevano mai volato del tutto), di ritrovare bersagli che si trovano a centinaia di miglia di distanza, e di centrare questi ultimi con freddezza e precisione assolute. Uno di loro in particolare, Hanjour, avrebbe fatto tutto questo compiendo alla fine una spettacolare cabrata di cui è capace solo un caccia militare, e poi una manovra di approccio (al Pentagono) tanto illogica quanto fisicamente impossibile per aerei di quelle dimensioni.
8 - … Che di otto piloti su otto - due piloti e co-piloti della American, altrettanti della United - nemmeno uno abbia fatto in tempo ad azionare il segnale di emergenza che indica a terra un dirottamento in corso. Corrisponde al pulsante che gli impiegati di banca hanno a portata di mano, per segnalare alla polizia un’eventuale rapina. Questa mancata segnalazione ha permesso alle autorità di allungare considerevolmente il periodo di tempo in cui possono sostenere di “non aver capito” che si trattasse di dirottamenti. Ma in realtà, dopo il primo dirottamento accertato, avrebbero dovuto comunque reagire immediatamente allo spegnimento del transponder negli altri tre. La cosa invece non è avvenuta.
9 - … Che quattro dirottatori, che volano a centinaia di miglia di distanza l’uno dall’altro, e che non siano collegati ad una regia esterna, siano in grado di compiere una determinata manovra in perfetta coordinazione con quella di un altro (impatto dell’uno, spegnimento transponder dell’altro), pur essendo partiti da scali diversi, in orari diversi da quelli previsti, ed essendo ovviamente impossibilitati a comunicare direttamente.
10 - …Che abbiano scelto in primo luogo una strategia così assurda, attendendo che ciascuno colpisse il suo bersaglio prima che l’altro entrasse in azione, con due di loro che si sono addirittura allontanati di 300 miglia dal bersaglio che già avevano a portata di mano. Una strategia che avrebbe potuto funzionare solo nel caso di un improvviso quanto improbabile stallo totale della difesa aerea americana.
11 - … Che la difesa aerea più sofisticata del mondo sia andata così convenientemente in stallo proprio in quelle due ore cruciali, non riuscendo in nessun modo a fermare, o anche solo ad abbordare, uno solo dei 4 aerei.
12 - … Che altrettanto convenientemente fosse in corso, proprio in quelle ore, e proprio in quei cieli, un’esercitazione assolutamente identica a ciò che stava davvero avvenendo ai quattro aerei dirottati. Questo infatti ha contruibuito non poco ad aumentare il già notevole disorientamento dei controllori, civili e militari, causato da una serie di ordini contraddittori di cui non si è mai conosciuta l’origine.
13 - … Che di questo imbarazzante stallo non sia stata mai fornita nessuna spiegazione, nè risulti che sia stato punito, o anche solo individuato, un solo responsabile per quanto avvenuto. (Di solito, in situazioni come questa, avviene l’esatto contrario: si trova d’urgenza un capro espiatorio, da dare al più presto in pasto ai media.)
14 - … Che molti passeggeri abbiano compiuto telefonate in volo coi loro cellulari, quando questo si è dimostrato praticamente impossibile, per almeno tre motivi.
15 - … Che di un aereo schiantatosi al suolo, ma non colpito in aria (UA93), si possano trovare rottami e resti umani per un raggio di circa 8 miglia.
16 - … Che le autorità americane abbiano sostenuto - e continuino a sostenere - che WTC7 sia crollato per conto proprio, a causa di un semplice incendio, quando sono state smentite dallo stesso padrone del WTC Plaza, Larry Silverstein, che ne ha ammesso invece pubblicamente la demolizione controllata.
17 - … Che le stesse autorità sostengano che le Torri Gemelle siano crollate per il solo impatto degli aerei, e conseguenti incendi, quando a) il progetto prevedeva chiaramente che avrebbero potuto assorbire l’impatto di un grosso jet commerciale, b) per spiegarne il crollo passivo sia necessario violentare oltre ogni limite le leggi della fisica, ignorando soprattutto le proprietà di dispersione del calore dell’acciaio, e c) i reperti visivi e le testìmonianze dirette degli stessi pompieri siano pesantemente a favore della demolizione controllata.
18 - … Che ulteriori leggi della fisica siano state sospese, permettendo ad un passaporto di normale cartoncino di sopravvivere ad una esplosione a circa 800 gradi centigradi, e che questo passaporto appartenesse proprio ad uno dei dirottatori.
19 - … Che il Pentagono sia stato colpito da un Boeing-757 carico di passeggeri e carburante, nonostante a) alcune foto, la cui autenticità è fuori dubbio, mostrino in maniera disarmante la totale assenza dei suoi relitti. b) sulla facciata ancora integra del Pentagono risulti solo un foro di entrata di non più di tre-quattro metri, c) 20 finestre su 26 di quella facciata avessero ancora i vetri intatti, dopo l’impatto, e d) esista un foro d’uscita, di dimensioni simili, addirittura all’interno del terzo anello del Pentagono, la cui origine non è mai stata spiegata da nessuno, e che rimane a tutt’oggi assolutamente inspiegabile.
20 - … Che nonostante la totale scomparsa dell’aereo sia stato possibile recuperare ed identificare i resti di quasi tutti i passeggeri, compreso quelli dei dirottatori. Ovvero, che acciaio e alluminio brucino, ma la carne umana no.
Vi consiglio di andare a vedervi i due migliori documentari attulamente in circolazione:
Loose Change 2nd Edition (inglese sottotitolato in Italiano)
11 Settembre-Inganno globale di Massimo Mazzucco, regista italiano.
Vorrei segnalarvi un piccolo estratto tratto da un documento che trovate sul New American Century, sito appartenente ad un think-thank (centro di ricerca per la propaganda e la diffusione di idee, soprattutto di natura politica) coservatore che include tra i suoi membri Rumsfeld, Jeff Bush, Cheney, Wolfowitz
…‘ the process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event - like a new Pearl Harbor.’
(trad. Il processo, anche se porterà ad un cambiamento rivoluzionario, sarà verosilmilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbor’.) Pdf
In altre parti del sito. In altri documenti si parla di egemonia Americana nel mondo, e i toni ricordano molto quelli usati dai nazi-fascisti.
Il discorso è molto lungo e chi sa se mai si saprà la verità. L’unica cosa che ci rimane da fare è informarci e in questo internet ci da una mano.
Vi consiglio di andare a vedere questi siti:
http://xoomer.alice.it/911_subito
63 commenti Settembre 11th, 2006
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