Pensieri e Parole

_Walterloo

uolter

9 commenti Aprile 15th, 2008

_Fani

fani

Da qualche settimana per motivi di lavoro mi capita di passare spesso di qui.
Faccio esattamente la strada che fecero i brigatisti quel 16 Marzo del 1978.
Arrivo a metà di via Mario Fani, mi fermo allo stop dove la strage è stata compiuta e poi salgo per via Stresa dove mi fermo alla fine della salita. Loro invece, con l’onorevole Aldo Moro, si diressero verso il covo di via Montalcini non lotano dal mio studio. Per dirla tutta posso aggiungere che il mio studio si trova nella via dove fu scoperta la tipografia dei Brigatisti.
Passare nello stesso punto dove furono ammazzati gli uomini della scorta e vederne le loro foto nella lapide sul bordo strada, mi fa sempre una certa impressione. E’ una storia che mi ha sempre colpito sin da piccolo. E’ un episodio che mi lascia ancora molti dubbi, sull’esecuzione, sul numero delle persone coinvolte. Sulle coincidenze, le’dimenticanze’ nelle indagini. I brigatisti dicono di aver detto tutto e che loro non avevano mandanti. Chissà, ma io nutro ancora dei dubbi. Mi sono sempre chiesto come dei semi principianti con le armi siano riusciti a sterminare la scorta con una pioggia di proiettili senza colpire Aldo Moro. Un operazione chirurgica.
Michele Placido sta girando una fiction sul caso Moro e questa è una piccola ‘anticipazione’. Clicca qui

4 commenti Luglio 12th, 2007

_GP

img 3364
…continua

1 commento Giugno 17th, 2007

_Contiamoci

nidil

Io purtroppo non ci potrò essere ma se tu sei un precario e il 31 Maggio 2007 ti trovi dalle parti di Nuoro….

Riporto dal volantino (clicca sull’immagine per vedere tutto il volantino):

CONTIAMOCI!

SI VOGLIAMO CONTARCI.

PERCHÉ ANCORA NON SAPPIAMO QUANTI SIAMO, NON CI CONOSCIAMO MA VORREMO CONOSCERCI, VORREMO PARLARE DI NOI.

CONTIAMOCI PERCHÉ STIAMO STANCHI DI ESSERE PROTAGONISTI DI STORIE RACCONTATE DA ALTRI, DAI POLITICI IN CAMPAGNA ELETTORALE, DAGLI OPINIONISTI DI TURNO NEI TALK SHOW…

SIAMO STANCHI DI SENTIRCI SPIEGARE QUANTO È DIFFICILE LA VITA DA PRECARIO, NOI CHE QUELLA VITA LA VIVIAMO TUTTI I GIORNI,

I PRECARI SIAMO NOI E CHI MEGLIO DI NOI PUÒ RACCONTARE LA PROPRIA STORIA? CHI MEGLIO DI NOI PUÒ CONTARSI E RACCONTARSI?

6 PRECARIO? ATIPICO? FLESSIBILE?

VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA O SEMPLICEMENTE CONOSCERE ALTRI PRECARI? PARTECIPA ANCHE TU AL NOSTRO INCONTRO, CI CONTIAMO

PERCHÉ VOGLIAMO PROVARE A PARLARE IN PRIMA PERSONA

PERCHÉ COSÌ SCOPRIRAI CHE NON SEI IL SOLO E NON SEI SOLO… SAPPIAMO CHE SIAMO TANTI

SOLO UNITI POSSIAMO PENSARE DI CONTARE QUALCOSA

ALMENO PROVIAMOCI, PARLIAMONE, INCONTRIAMOCI.

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 31 MAGGIO, H. 18.00.

AUDITORIUM DELLA BIBLIOTECA SATTA A NUORO.

2 commenti Maggio 30th, 2007

_SoLaRe

sunflower

Noi Sardi siamo molto orgogliosi e intelligenti, ma abbiamo sempre vissuto un complesso di inferiorità per quelli del continente. Amiamo la nostra isola ma guardiamo con una certa invidia chi abita aldilà del mare. Ci sembra sempre che gli altri stiano meglio di noi, siano più ricchi, più felici. Alla fine non è così, ma noi, la terra nostra terra, l’abbiamo sempreun po’ snobbata, e abbiamo preferito imitare ‘i continentali’. Cementificazioni assurde lungo le coste, fabbriche chimiche inutili e economicamente svantaggiose . Ora piangiamo molte scelte sbagliate fatte in passato. Ce ne rendiamo conto soprattutto ora che in tutto il mondo si parla di cambiamenti climatici, di inquinamento, di rispetto della natura. Di rispetto del territorio, di territorio e ambiente come risorsa, come fonte di ricchezza.

E dire che noi per anni non sapevamo cosa farne della nostra terra. A dire la verità ancora oggi sono molti quelli che in Sardegna non capiscono che la vera ricchezza sta nelle sue tradizioni, nella sua cultura, nei prodotti che la sua terra ha donato e che le mani del suo popolo ha trasformato in prodotti rari e preziosi.
E se qualcuno ultimamente ha proposto di aprire un cimitero degli aerei,altri hanno alzato gli occhi al cielo e si sono fatti venire un’idea brillante. Come il sole. Speriamo solo che non sia un sogno.
Riporto interamente l’articolo tratto dal La Nuova Sardegna del 9 Febbraio 2007:

Porto Torres polo per l’energia fotovoltaica

Scommessa di un gruppo di imprenditori Nella Nurra investimenti per 35 milioni
Sarà sperimentato un nuovo sistema per rubare energia al sole

PORTO TORRES. Il futuro dell’energia è nel sole. In questa direzione si è mossa la ricerca e ora si è arrivati al mettere a punto sistemi in grado di sopperire parzialmente alla produzione di energia elettrica alimentata da combustibili fossili. Una speranza “sposata” per l’area di Porto Torres da una cordata di imprenditori che ha presentato alla Regione e al comune di Porto Torres il progetto per la costruzione di una centrale fotovoltaica da sei megawatt. Investimento di 35 milioni di euro.
Una centrale, una delle cinque previste nell’isola, che sarà la più grande del mondo fintanto che il Portogallo non porterà a termine l’impianto da 11 megawatt sufficiente ad alimentare ottomila abitazioni e che permetterà di risparmiare l’emissione di trentamila tonnellate l’anno di gas a effetto serra.
L’area interessata è quella appena fuori dalla zona industriale, in direzione della Nurra. La cordata in questione si chiama “Condominio del sole” ed ha presentato il primo dei cinque impianti previsti per un investimento totale di 120 milioni di euro spalmati nel territorio compreso fra Sassari e Porto Torres (quattro) mentre l’ultima centrale sarà realizzata a Girasole, in Ogliastra.
Il progetto nasce nel 2005 quando il Gse, Gestore servizi elettrici (ex Grtn), pubblica un bando per la produzione di energia incentivata da fonti rinnovabili, che assegna alla Sardegna una quota di 19,2 megawatt. Un progetto al quale rispondono numerosi imprenditori (solo il sito di Porto Torres ne conta una sessantina) e a marzo dello scorso anno viene pubblicata la graduatoria. Scatta la corsa contro il tempo perché entro 12 mesi dalla pubblicazione della graduatoria deve essere completata la progettazione e terminato l’iter burocratico amministrativo. Una corsa che il Condominio del sole ha completato proprio nei giorni scorsi consegnando tutta la documentazione agli enti competenti che dovranno rilasciare le autorizzazioni.
In questi mesi, però, il consorzio di imprenditori si è dovuto attivare per individuare gli impianti migliori, quelli che potessero assicurare il miglior rapporto prezzo-prestazioni-durata. E alla fine la ricerca si è conclusa sul nome della Sun Power, una società (guarda caso) californiana di ricerca avanzata e tecnologia applicata del silicio. L’azienda high-tech opera a stretto contatto con una consociata e interamente controllata, la Power Light, con la quale fornirà tecnologia e finanza intermedia. Ha sede nella Silicon Valley, è quotata al Nasdaq ed è sussidiaria della Cipress Semicoductors, leader mondiale nei chip al silicio che hanno rivoluzionato la riproduzione musicale con gli iPod della Apple e la telefonia con la Voice Over Internet Protocol.
La Sun Power ha brevettato un impianto fotovoltaico da 50 kilowatt che grazie a un sistema informatico insegue la luce del sole. Ogni unità è composta da nove pannelli che non sono a contato del suolo ma issati su un palo, a un metro e mezzo da terra, caratteristica che consente il riposo biologico dell’area. La presenza dell’impianto permette infatti solo coltivazioni a bassa intensità e pascolo, così che al termine della «vita industriale» della centrale (mediamente 30 anni) l’area può essere nuovamente destinata all’agricoltura intensiva.
Gli impianti del Condominio del sole conteranno così 117 unità produttive, spalmate su un’area di diversi ettari che avranno un minimo impatto visivo: la zona, infatti, è decisamente irregolare e fortemente cespugliata, così da nascondere quasi completamente i pannelli. Pannelli che vantano un primato tecnologico rispetto alla concorrenza difficilmente raggiungibile con la più alta efficienza al mondo e i più bassi consumi di materia prima, il silicio. Una materia della quale la Sardegna è ricchissima sia per quantità sia per qualità. Al punto che la società californiana sta valutando la possibilità di realizzare in Sardegna un grande impianto per la produzione di celle e pannelli fotovolatici. Peccato che la Regione non abbia trovato il tempo per incontrare i responsabili della Sun Power in queste settimane in visita in Italia.
Un investimento importante, quello di Porto Torres, con risorse messe a disposizione esclusivamente dai privati. Che, ovviamente avranno il loro tornaconto grazie alla politica che incentiva la produzione di energia da fonti rinnovalibili. Una politica che prevede la vendita dell’energia prodotta alla Gse al prezzo di 46 centesimi di euro per kilowattora. Un costo decisamente superiore al prezzo di mercato, ma che ha un impatto ambientale nullo. Tutto il sistema di trasporto dell’energia, dagli impianti di produzione fino alla rete Gse, è interrato e le uniche costruzioni sono le cinque cabine di controllo e distribuzione che hanno una cubatura limitata. L’investimento, per ogni condòmino, è corposo: 350 mila euro per ogni impianto «chiavi in mano», garantito per venti anni. Un investimento che sarà ammortizzato in dieci anni, mentre fino alla scadenza della garanzia gli impianti produrranno solo utili. Al termine dei vent’anni, però, gli impianti non saranno da buttare via, ma potranno andare avanti per altri dieci anni anche se privi della copertura gratuita della Sun Power.
Ma tutto questo investimento non finirà solo nelle casse della società californiana: gli impianti hanno infatti un costo inferiore e per arrivare ai 350 mila euro, bisogna aggiungere i costi per la posa dei pannelli, la realizzazione dei cavidotti interrati e le cabine. Infrastrutture che saranno realizzate da imprese e manodopera locali.
Questo primo impianto dovrebbe quindi aprire la strada alla creazione di un polo energetico di eccellenza che coinvolgerà la Sardegna nord occidentale e l’Ogliastra. In ballo, oltre a un investimento complessivo di 120 milioni, c’è tutta una tecnologia che mira a ridurre al minimo l’uso dei combustibili fossili e quindi le emissioni in atmosfera. E’ certamente un grande business, ma le ricadute ambientali sono di altrattanto grande portata. Soprattutto in prospettiva futura.

16 commenti Febbraio 9th, 2007

_1000

1000EROS

Nella mansardadegliorrori si parlava di lavoro. Ci si consigliava, ci si incazzava perchè non si chiede un aumento, perchè sono poco seri ad offrirci lavori a cifre bassissime. Ma mentre parlavamo i nostri vestiti non c’erano più. Improvvisamente eravamo vestiti con abiti sporchini. Quasi tutti tendente al marrone. I capelli un po’ unti. Io avevo persino un dente d’oro e una fisarmonica a tracolla. Daria le pantofole con le calze e un bambino in braccio. Francesca un bicchiere di Coca cola. Tobi un flauto di pan e una giacca bucata. La mansarda non c’era più. Eravamo in metropolitana: Siamo famiglia povera….

Che tristezza, facciamo parte della generazione dei mille (lordi) euro al mese. Ma non siamo i soli, guardate qui

15 commenti Gennaio 17th, 2007

_Stay Hungry. Stay Foolish

road

Steve Jobs, CEO Apple computer:

Il nostro tempo è limitato, -dice Jobs-per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo, c’era un giornale incredibile che si chiamava ‘The Whole Earth Catalog’, praticamente una delle bibbie della mia generazione. è stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci aveva messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine per scrivere, forbici e foto Polaroid. è stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di ‘The Whole Earth Catalog’ e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono l’ultimo numero. Era più o meno la metà degli anni Settanta. Nell’ultima pagina di quel numero finale c’era la fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: ‘Stay Hungry. Stay Foolish’, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish: io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.

Buon 2007

13 commenti Gennaio 2nd, 2007

_Se Dio vuole

WELBY55a

Non vorrei trovarmi nei panni di questo uomo in questo momento, per due motivi.
Uno perchè la malattia non lo fa vivere, due perchè la burocrazia non lo fa morire.
Se è vero che non abbiamo la possibilità di scegliere di nascere, sicuramente abbiamo la possibilità di scegliere quando morire, forzatamente intendo. Le cose si complicano se siamo malati terminali e non abbiamo fisicamente la forza e la possibilità di mettere fine alla nostra sofferenza. In questa situazione di non-vita-fisica-ma-pensante si richiede l’aiuto di qualcuno, nella fattispecie un medico o un familiare.
Ma è vietato morire, se tra te e la morte c’è di mezzo un medico, la burocrazia, la politica, l’egoismo, la credenza religiosa che si fanno paladini della tua vita ormai sofferenza. Dicono che non siamo noi che possiamo decidere quando vivere o morire. Qualcuno fa il nome di Dio.
Io dico che che sono tutti dei discorsi assurdi pieni di contraddizioni. Parole a vanvera sulla sofferenza altrui.
Se mi becco una malattia che mi riduce ad uno straccio, divento un vegetale sarà forse perchè il buon Dio mi vuole affianco a sè. Questo è naturale. Infilarmi un tubo in gola e tenermi in vita anche se sarò per sempre un vegetale, questo non è naturale. Non è scritto nelle leggi della natura. Mi fanno incazzare i vari Cardinal Casini, Fini, Benedetto 1.6 e tutti gli altri quaquaraqua quando si schierano contro l’aborto in difesa della vita, somma volontà divina. E poi vietano di porre fine alle sofferenze di un uomo che non vuole più soffrire perchè ritengono che l’ accanimento terapeutico faccia parte del disegno divino.
Nel frattempo le condizioni di salute di Welby si aggravano, e forse morirà. Se politico vuole.

5 commenti Dicembre 12th, 2006

_LoSt

normal gruppo3

Lost. Perduto. Come quelli del serial TV. Ma non sono finito sull’Isola. Semplicemente mi sono spostato. E non ho avuto bisogno che precipitasse un aereo. A me è bastata una donna. Dopo 14 anni di vita Milanese cambio vita e cambio città. Ho schiacciato il tasto del reset, ora sul mio desktop ho la foto del Colosseo e un bel cielo azzurro e un sole caldo e splendente. Alla faccia dei luoghi comuni, lavoro più a Roma che a Milano. Ricomincio da capo. Vivo ancora da turista, camminando con il naso all’insù, meravigliandomi delle novità della nuova vita.
Ma sono quasi un cittadino, e mi sto facilmente abituando anche agli autobus strapieni e sempre in ritardo. Anche se non c’è scritto da nessuna parte quando dovrebbero passare.
Non avendo ancora portato la vespa osservo e studio il traffico. Usare il motorino a Roma è come la roulette Russa. Ma lungo le strade non ci sono cadaveri, anche se non mi stupirei se li vedessi. Il traffico è come il Tevere. Corre veloce. Forse il segreto per non morire è non fermarsi mai, e lasciarsi trasportare. Per ora mi esercito nella teoria, ma la pratica arriverà presto.
Nel frattempo uso gli autobus e ho pure imparato ad attraversare la strada. Se il traffico scorre come il Tevere allora per attraversarlo bisogna tuffarsi. E così è. Mi tappo il naso e mi tuffo nel Tevere.
Ma l’immagine di Lost cosa c’ entra con un post su Roma.
C’ entra. C’ entra.
La risposta al prossimo episodio…

14 commenti Novembre 2nd, 2006

_TOrno SuBito

droog

Eccomi qua. Non sono fuggito, non sono morto. Semplicemente in questi ultime due settimane sono stato molto impegnato. C’è fermento. Cambiamenti. Novità. Preparativi.
Attendete: Torno Subito!

10 commenti Ottobre 7th, 2006

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